Tributo alla memoria di Domenico D’Orsi

 

Prof. Domenico D'OrsiIl mondo della filosofia italiana, con particolare riguardo alla storia dell’idealismo italiano, a un anno dalla scomparsa, rivolge un pensiero di commemorazione e di rinnovata gratitudine al prof Domenico D’Orsi, che per circa mezzo secolo ha insegnato Storia della Filosofia presso l’attuale Facoltà di Scienze della Formazione nell’Università degli Studi di Catania, mostrandosi degno nell’esercizio dell’attività didattica e scientifica, d occupare una Cattedra così importante nei rangh accademici della gloriosa istituzione. Orienta le proprie ricerche e approfondisce le proprie specializzazioni ispirandosi alla figura di Giovanni Gentile, accuratamente esaminata e polemicamente rivisitata sin dai saggi giovanili, che qui s segnalano: “Il travestimento di Giovanni Gentile l’attualismo cattolico”, “Ad un ventennio dalla critica dell’idealismo”, “La teoria della specie e le origini dell’Idealismo immanentistico”. Pubblica nel 1957 la sua prima opera “Lo spirito come atto puro in Giovanni Gentile” nella quale mira con successo a cogliere le profonde scaturigini de problema critico e del suo precipitoso e ingiustificato sviluppo immanentistico. D’Orsi risale dunque da Gentile ai suoi maestri ideali dell’Ottocento, in particolare a Bertrando Spaventa, e rivisita senza preconcetti le origini della filosofia contemporanea. Su questa linea egli svolge i suoi corsi storicizzando il rapporto: a) tra Illuminismo e società borghese, b) tra dialettica e scienze umane; c) tra marxismo e storicismo; d) tra psicologia e metafisica. Nel 1962 pubblica “Il tramonto della filosofia moderna”; nel 1973 “L’uomo al bivio immanentismo o cristianesimo? Saggio di realismo esistenziale” in cui la prospettiva immanentistica viene vista alla luce del realismo cristiano e viene affrontata in tutta la sua drammaticità la sfida tra immanenza e trascendenza. La corrente di pensiero, cui si ispira D’Orsi, è quella del suo maestro Carmelo Ottaviano, il maggior filosofo siciliano del ventesimo secolo, dopo Giovanni Gentile. Le due opere citate meritano a Domenico D’Orsi il titolo di “filosofo della teologia”. Delle sue laboriose ricerche, lentamente portate a compi mento con faticosissimi scavi filologici, il frutto di gran lunga più importante, consiste nella graduale esecuzione di un progetto poderoso: pubblicare le “opere psicologiche inedite” di Bertrando Spaventa. Successivamente apparse in edizione critica: a) “Lezioni di antropologia” (1976); b) “Psiche e metafisica” (1978); c) “Elementi di psicologia speculativa” (1984); d) “Sulle psicopatie in generale” (2001). Nel centenario della morte di Bertrando Spaventa, è tra i promotori del convegno nazionale, che si tiene a Bomba, in Abruzzo nel 1983. La sua relazione magistrale su “Le lezioni inedite di Bertrando Spaventa. Criteri ecdotici” lo consacra in quel congresso massimo esponente italiano dell’opera di Spaventa recuperata e integrata a poco meno di un secolo di distanza, nella sua compiutezza ed autenticità, dopo le volontarie e involontarie manomissioni gentiliane. Segue nel 1986, a completamento dello stesso filone di studi, la ricerca su “La società filosofica di Berlino e gli hegheliani di Napoli” attraverso il col legamento stabilito per conoscenza e testimonianza diretta da Michelet: una vera e propria rivelazione. Il filosofo Carmelo Ottaviano ha avuto una vasta cerchia di discepoli. Di recente manifestazioni imponenti, tra Catania e Milano ne han no celebrato il centenario della nascita. D’Orsi non ha potuto parteciparvi, perché impedito da grave malattia, ma la sua assenza è stata notata da tutti. Carmelo Ottaviano già negli anni ’60 lo ave va chiamato a far parte, con collaborazioni continuative nel gruppo di pensatori, che sotto la direzione di uno dei più vivaci ed originali continua tori della “filosofia perenne” hanno gestito la rivi sta “Sophia”. Nessuno più di D’Orsi fu fedele alle consegne del maestro, nella buona e nella avversa fortuna (più nella avversa) tanto da meritarsi il riconoscimento: “figlio spirituale primogenito et animae dimidium meae”. Così si esprime Carmelo Ottaviano, con parole, che si dicono e si ascoltano tremando. Ed è forse per chiudere in bellezza i suoi rapporti col maestro, che D’Orsi cura la pubblicazione di un libro postumo di Ottaviano, meditato a lungo, ma rimasto allo stato di abbozzo, sul filosofo siciliano “Tommaso Campailla”.

Da La Sicilia del 26 Gennaio 2011

Articolo a firma del PROF. FRANCESCO MERCADANTE – Docente di Storia della Filosofia

Nota: Chi è il Prof. Francesco Mercadante

Il mondo della filosofia italiana, con particolare ri-
guardo alla storia dell’idealismo italiano, a un
anno dalla scomparsa, rivolge un pensiero di com-
memorazione e di rinnovata gratitudine al prof
Domenico D’Orsi, che per circa mezzo secolo ha
insegnato Storia della Filosofia presso l’attuale
Facoltà di Scienze della Formazione nell’Univer-
sità degli Studi di Catania, mostrandosi degno
nell’esercizio dell’attività didattica e scientifica, d
occupare una Cattedra così importante nei rangh
accademici della gloriosa istituzione. Orienta le
proprie ricerche e approfondisce le proprie spe-
cializzazioni ispirandosi alla figura di Giovann
Gentile, accuratamente esaminata e polemica-
mente rivisitata sin dai saggi giovanili, che qui s
segnalano: “Il travestimento di Giovanni Gentile
l’attualismo cattolico”, “Ad un ventennio dalla
critica dell’idealismo”, “La teoria della species e le
origini dell’Idealismo immanentistico”. Pubblica
nel 1957 la sua prima opera “Lo spirito come atto
puro in Giovanni Gentile” nella quale mira con
successo a cogliere le profonde scaturigini de
problema critico e del suo precipitoso e ingiusti-
ficato sviluppo immanentistico. D’Orsi risale dun-
que da Gentile ai suoi maestri ideali dell’Ottocen-
to, in particolare a Bertrando Spaventa, e rivisita
senza preconcetti le origini della filosofia contem-
poranea. Su questa linea egli svolge i suoi corsi
storicizzando il rapporto: a) tra Illuminismo e
società borghese, b) tra dialettica e scienze uma-
ne; c) tra marxismo e storicismo; d) tra psicologia
e metafisica. Nel 1962 pubblica “Il tramonto del-
la filosofia moderna”; nel 1973 “L’uomo al bivio
immanentismo o cristianesimo? Saggio di reali-
smo esistenziale” in cui la prospettiva immanen-
tistica viene vista alla luce del realismo cristiano
e viene affrontata in tutta la sua drammaticità la
sfida tra immanenza e trascendenza. La corrente
di pensiero, cui si ispira D’Orsi, è quella del suo
maestro Carmelo Ottaviano, il maggior filosofo si-
ciliano del ventesimo secolo, dopo Giovanni Gen-
tile. Le due opere citate meritano a Domenico
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